| Come ho iniziato a donare il sangue |
|
|
|
|
MONTEVARCHI (AR) - Come avete iniziato a donare il sangue? Quale molla vi ha spinto a compiere questo gesto di altruismo? Chi lo ha fatto per aiutare un amico o un parente nel momento del bisogno e poi ha continuato, chi lo ha fatto semplicemente perchè era giusto farlo. Ma qual è stato l'episodio, il momento 'scatenante' di questa scelta? Leggiamo la mail che ci ha inviato Raffaele.
Nel 1978, svolgevo il servizio militare e lo facevo come ufficiale di complemento di artiglieria da montagna ed ero a Brunico. Un giorno credo nel novembre, all’adunata, con il piazzale della caserma pieno di soldati per l’alza bandiera, l’altoparlante ha lanciato un appello per la ricerca di sangue A rh positivo, invitando tutti i possessori di detto sangue a presentarsi in infermeria.
Alle 10:30, ora dell’intervallo, al circolo ufficiali, il medico si è detto incredulo, perché pur essendoci i famosi tre giorni di licenza, nessuno si era presentato e poi, ho udito tenere discorsi strani, come ad esempio “ io il mio sangue a questi tralicci non lo regalo”, (tralicci era il nomignolo attribuito ai sud tirolesi, per vari attentati fatti ai tralicci) ed ecco che dentro di me una forza incontrollabile mi ha spinto dal collega medico e così mi sono offerto di fare la donazione. Insieme siamo andati all’ospedale e dopo aver fatto delle analisi preliminari, ho donato il sangue. Dopo sono stato quasi costretto a mangiare un panino con lo spek ed a bere una birra, e così con l’euforia della birra bevuta e con la convinzione di aver aiutato chi stava male è iniziata la mia carriera di donatore. (Raffaele) n.d.r. - free-foto Google |
| < Prec. | Pros. > |
|---|










Io, pur avendo il tipo di sangue richiesto, non mi sono presentato, perché, i soldati semplici avevano diritto, in caso di donazione, alla concessione di una licenza di giorni tre, ed immaginando che su circa 600 persone, almeno un paio di soldati si sarebbero presentati, me ne